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Discussione: L'Olandese Volante

  1. #1

    Aurex è offline

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    L'Olandese Volante


    La leggenda dell'Olandese Volante

    tratto dagli [Solo gli utenti registrati e attivi possono vedere i link. ]



    Rotterdam, Olanda, 1586
    In una mattina piovosa, alle luci dell’alba, quando intorno non v’era altro suono che quello della pioggia e d’una partoriente, in un quartiere povero ai margini della città portuale, venne alla luce il figlio di un uomo imbarcato già da 6 mesi sul mercantile Heemskerk. Al neonato fu dato il nome di Frederick Vanderdecken. La storia dell’Olandese Volante comincia da qui.

    Il giovane Frederick non vide mai suo padre il quale non fece più ritorno a casa. All’età di 15 anni egli abbandonò la madre, che da sola era riuscita a sfamarlo, pur nella povertà cui eran destinati gli umili del tempo, per salpare su una nave come marinaio semplice seguendo così le orme di quel padre che per destino non conobbe mai.

    Egli imparò in fretta la vita di bordo, ed era più il tempo che trascorreva in mare che quello che passava sulla terra ferma. Passarono gli anni e la sua esperienza aumentò. All’età di 23 anni divenne ufficiale in seconda di una nave da carico, ma solo nel 1619 venne contattato dalla VOC, la compagnia olandese delle Indie Orientali, divenendo il capitano di una nave che sarebbe divenuta sua…sua per l’eternità!

    Il suo compito era di partire dall’Europa Settentrionale per giungere nelle colonie olandesi dell’India, superando Capo di Buona Speranza, in Sud Africa. Era il 1620 allorquando accadde l’imprevedibile.

    Capo di Buona Speranza,
    sulla nave della VOC, comandata dal Capitano Frederick Vanderdecken si poggia, maestoso, un albatro.

    Bianco, con ali enormi, l’albatro proveniva da un’isola di ghiaccio, staccatasi dal continente antartico e persa alla deriva nel mare che separa quello dalle coste del Sud Africa. Il maestoso animale s'adagiò sul bompresso di prua, vicino al punto in cui da questo si dipartono gli stralli delle vele di trinchetto. Immobile, fissava l'orizzonta davanti a se, come se alle sue spalle non ci fosse nessuno.

    Alle spalle dell'albatro, invece, i marinai interruppero ogni operazione per fissarlo. Attorno il silenzio, rotto solo dal vento che spingeva la nave verso l'Oceano Indiano. Che quello non fosse un momento come tanti, che quello non fosse un animale come tanti, lo si avvertiva.

    I marinai, forse, hanno più occhio degli altri uomini per questo genere di cose.

    "E' un albatro!"
    "Si dice - disse l'anziano mozzo della nave della VOC - che quando un albatro si poggia su una nave, benedica essa e il suo equipaggio"
    "Speriamo sia così, vecchio! - disse un altro marinaio - dista ancora molto per l'India!"
    "Non preoccuparti! Con la fortuna che ti ritrovi, anche se la nave dovesse affondare tu riusciresti a salvarti"
    "E come potrebbe? Ahah!"
    "A nuoto! Che domande!"

    L'albatro non parve interessato all'ilarità dei marinai, continuò a fissare con sguardo severo il mare e il cielo di fronte alla nave.

    "Io invece - disse il più prepotente e arrogante dei marinai - ho sentito dire che questi animali vadano ricacciati da dove sono venuti, poiché maledetti!"
    "Ma cosa stai dicendo?" rispose a tono un altro.

    Senza proferir parola, il superbo marinaio manifestò il suo poco rispetto, e timore, per la natura prendendo in mano l'arco, e armandolo, rivolgendo la freccia verso l'albatro, ancora immobile sul bompresso di prua.

    "Sta fermo!"
    "Posa quell'arco!"
    "Chiamate il capitano!"

    Prima che il capitano Frederick Vanderdecken potesse decidere del comportamento del suo uomo, questi aveva già scoccato la sua freccia. Solo allora l'albatro sembrò girarsi, prima di essere colpito ad un fianco, di barcollare e d'agitare le sue ali. Poi morì, e cadde in mare. Quello che i marinai non sapevano, quello che nessuno sapeva, è che l'albatro altri non era se non la forma che lo spirito di una divinità del mare aveva deciso di prendere.

    Il cielo diventò d'un tratto buio.


    Nell'oscurità, rotta solo da una lama di luce che attraversava la colonna di nuvole che si stagliava al di sopra della VOC, qualcosa d'imprevisto e terribilmente meraviglioso si manifestò agli occhi dei marinai: una coltre di nebbia delimitò un luogo nel mare la cui acqua si ghiacciò all'istante; tutt'intorno nacquero montagne di ghiaccio, unica cosa visibile oltre la nebbia.

    La nave del capitano Friederick Vanderdeken fu sospinta verso il ghiaccio al di là della nebbia e qui fermò la sua corsa.

    Il capitano aveva già raggiunto gli altri, e come gli altri cercò di capire cosa stesse accadendo. Una musica leggera, ma dal sapore di morte, fu udita dallo sciagurato equipaggio. D'improvviso apparvero di fronte alla VOC, bellissime, due donne che con tocco leggero suonavano l'arpa.

    Il lettore non si faccia ingannare dalla loro bellezza, poiché esse erano tanto belle quanto pericolose: rispondevano al nome di Morte e Morte in Vita. Il vecchio mozzo le riconobbe grazie alle storie di vecchi uomini di mare, e iniziò a tremare e urlare, e le sue grida spaventarono ancora di più gli altri marinai. Il capitano allora invitò tutti alla calma, con forza. E vi fu silenzio.

    Le due donne smisero di suonare e si girarono verso la nave. Una di loro prese in mano due dadi e li trasse; quei dadi avrebbero deciso la punizione del capitano e del suo equipaggio, colpevoli tutti, anche solo moralmente, di aver ucciso l'albatro, reincarnazione di un dio del mare.

    Morte e Morte in Vita stavano giocando una partita a dadi da cui dipendevano le sorti dei marinai. Le due entità si stavano giocando l'anima dei marinai stessi!

    Morte vinse le anime di tutto l'equipaggio, Morte in Vita vinse quella del solo capitano, il quale ebbe solo il tempo di veder morire d'un colpo quaranta uomini che fino a quel momento avevano navigato con lui, non sapendo ancora che i suoi occhi erano destinati a vedere il succedersi dei secoli e dei milleni, ricordando per sempre quel tragico momento.

    La nube e i ghiacci che avvolgevano la VOC scomparvero così com'erano apparse, e così fecero anche le due donne.

    La nave della compagnia olandese delle indie orientali divenne eterna, come il suo capitano, destinata a vagare in mare senza mai poter toccare terra. E questa era una maledizione ben peggiore della sola morte.

    Da quel momento in poi, coloro che incontrarono per sbaglio questa nave fantasma la ribattezzarono "L'Olandese Volante", ad indicare, insieme, la nave ed il suo capitano.





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  3. #2

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    L'Olandese Volante - Parte II


    Anno 1621. Oceano Indiano.

    Sono passati tre anni da quando la nave ribattezzata Olandese Volante venne maledetta con l'eternità, ed il suo capitano, divenuto ormai immortale, navigava da solo in preda alle onde, tra la nebbia e la pioggia, ad ascoltare nella sua testa le voci dei suoi compagni, ricordando e sognando ad occhi aperti.

    La sua non poteva più chiamarsi vita, l'anima gli era stata strappata dal corpo, il quale però continuava a vivere. Continuava maledettamente a vivere.

    Ogni giorno si ripeteva identico al precedente ed uguale al successivo, così che dopo aver urlato, dopo essersi squarciato il petto, raggiungendo il cuore e trafiggendolo senza morire, dopo aver visto rimarginarsi in lui ferite ch'avrebbero causato la morte in ogni altro uomo, carne che miracolosamente si rigenera, fili che guidati da un'abile mano chirurgica tutto riparano, dopo essersi lanciato in mare col desiderio d'annegare e di morire, di morire finalmente, ed essersi risvegliato sull'Olandese come nulla fosse accaduto, aver guardato il cielo nero, nero come la morte che ardentemente invocava su di lui, perse ogni altra volontà umana. Capito di esser diventato una divinità, nella peggiore accezione del termine, svuotato della fondamentale caratteristica umana della mortalità, rimase a terra, a guardare la nave invecchiare, gli alberi marcire, le vele strapparsi e le stagioni succedersi una dietro l'altra.

    Eppure, l'Olandese Volante continuò il suo tremendo vagabondare senza meta, spaventando ogni nave che credeva di vederla, o la vedeva per davvero, spinto dalla sua sola maledizione.

    Fino alla notte in cui, nelle acque dell'Oceano Indiano, il 9 Aprile 1621..

    Quella notte del 9 Aprile 1621 una luce si posò lenta sulle vele della nave. L'Olandese s'alzò, raggiunse il bordo e guardò in basso: gigantesche luci vibravano a pelo d'acqua, al di sotto della nave e tutt'intorno; in una magia di colori enormi draghi marini nuotavano al di sotto della stiva, creature d'una luce celestiale, essenza pura del pianeta terra, meraviglia di ciò che sa rivelarsi a chi crede che la realtà non sia quella che si vede.

    Come può una simile visione far capire ad uomo morto di esser vivo, ad una divinità di essere un uomo, capace di rimanere immobile, tremante e in estasi che è paura e calma insieme?

    "Dio benedica la Natura e le sue creature tutte". Queste le prime frasi pronunciate dall'Olandese Volante dopo 3 anni. Con queste frasi fu cancellata la colpa dell'uccisione dell'albatro. I draghi celesti s'alzarono in cielo senza muovere una goccia d'acqua, raggiungendo il ghiaccio di fronte alla nave su cui aleggiava la dea, avvolta in un mantello bianco, che, ascoltando tutto, mossa a compassione, raggiunse il capitano sulla sua nave.

    Non vi era bellezza paragonabile, lei sorrise, e fu amore tra i due. Bastò un semplice sguardo. In virtù di quell'amore che legava un disperato immortale ad una dea del mare, questa decise di aiutarlo. Lui pregò lei di non farlo, poiché ora apprezzava l'immortalità, grazie alla quale avrebbe potuto viver con lei per sempre, su quella nave. Lei spiegò lui che proprio per quell'amore avrebbe dovuto aiutarlo, anche se questo avrebbe significato la sua morte e l'abbandono.

    Con un dolore nel cuore lui comprese. Lei allora spiegò lui che per far sì che la sua anima si ricongiungesse al corpo sarebbe servito un uomo del presente ed uno del futuro, che avrebbe dovuto attendere quasi 400 anni bloccato nel ghiaccio, che all'uomo del presente l'Olandese avrebbe dovuto conferire vita eterna, così che questi avrebbe potuto attendere così a lungo sulla terra ferma, in attesa del giorno in cui il capitano sarebbe tornato un uomo mortale.

    A tutto il resto avrebbe pensato lei. Appena finirono di mettersi d'accordo, i due si amarono in quella meravigliosa notte, alle luci dei draghi celesti.

    Maggio, 1621
    dall'Inghilterra salpava una nave della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, con 200 uomini a bordo. Dopo mesi di navigazione essa raggiunse l'Oceano Indiano, diretta verso il porto di Surat, ove non vi avrebbe mai fatto scalo; il destino di quella nave, infatti, fu quello di incontrare, una sera di pioggia battente, la nave fantasma ormai conosciuta con terrore col nome di "Olandese Volante"

    "Nave a prua!!"
    "Iddio ci salvi! E' l'Olandese!"

    La nave del capitano Vanderdeken, ormai logora dagli anni, marcia d'acqua di mare, con le vele strappate eppure in grado di navigare a velocità più alte di qualunque altra nave, era ormai conosciuta da tutti i marinai dell'epoca, che ormai ne parlavano con timore.

    "Tutta a babordo!! Spiegate tutte le vele!"
    "E' inutile, è troppo veloce! La pioggia non ci aiuta, il vento è troppo forte, rischiamo di strappare le vele!"
    "Ci raggiunge! Abbandonare la nave!"

    Fu subito un frastuono di urla, i marinai cercarono di salire disperatamente sulle scialuppe per mettersi in salvo, convinti che l'Olandese avrebbe divorato la sola nave, portandola con se all'inferno degli abissi.

    Gli inglesi, a bordo delle loro barche, remando a più non posso verso la salvezza, videro in lontananza la nave dell'Olandese raggiungere la loro e fermarsi.

    Il capitano scese dalla nave. I suoi passi vennero uditi con forza, nonostante la pioggia, dall'unico in grado di poterli ascoltare: un giovanissimo marinaio dicianovenne che non aveva trovato posto a bordo delle scialuppe dei compagni e che aveva troppa paura per gettarsi tra le onde.

    Così scese sotto coperta, dentro uno sgabuzzino buio, trattenendo il fiato, sperando di non farsi scoprire. Ma l'Olandese sapeva già dove andare a cercare.

    I suoi passi si fecero più insistenti, stava scendendo la scala che porta sotto coperta, era la fine. Ebbe allora il coraggio o forsa la disperazione di uscire dal suo nascondiglio, di brandire la spada tremante verso Frederick Vanderdecken, l'Olandese Volante. Bastò un solo sguardo e la spada cadda a terra.

    Nessuno avrebbe potuto reggere gli occhi di un immortale maledetto. Il marinaio si accovacciò mettendosi le mani sulle orecchie, cercando di nascondere, come fanno i fanciulli, la realtà che lo circondava.

    La voce dell'Olandese fu, però, più forte:

    "Come ti chiami, ragazzo?"

    Alla domanda non seguì risposta, si sentivano solo i denti battere forte e i polsi tremare.

    "Il tuo nome, ragazzo!"

    Solo adesso il ragazzo, con voce spezzata, rispose all'Olandese Volante:

    "John....John Smoth".

    18 Novembre 1623, Inghilterra, tribunale giudiziario di Londra.

    "Questa corte emetterà adesso il verdetto nei confronti del marinaio semplice John Smoth, imbarcato sulla nave della Compagnia delle Indie Orientali, la Rosemary, partita dal porto di Southampton il 24 Maggio 1621 e diretta al porto di Surat, affondata al largo dell'Oceano Indiano per avverse condizioni meteo e perché, come riporta il comandante della stessa, il Lieutenant Rudyard Keeper, essa imbarcava acqua, nonostante i lavori di manutenzione eseguiti l'anno prima.

    Dopo aver ascoltato i membri d'equipaggio e il loro Lieutenant, questa corte ha appreso che il marinaio semplice John Smoth fu l'unico a non obbedire all'ordine di abbandono nave, rimanendo sulla stessa e sfuggendo miracolosamente al naufragio.

    Tornato in Inghilterra, lo stesso riportava alla gente del suo villaggio frasi sconnesse e senza alcun significato. Preso in custodia dagli agenti del governo inglese, fu condotto al manicomio di Southampton ove il Dottor. Ludwing Enriqué, neuropsichiatra, emetteva la diagnosi di personalità schizoide con evidenti disturbi della sfera psichica.

    Viste le premesse, questa corte dichiara il marinaio semplice John Smoth colpevole di aver provocato l'affondamento della Rosemary, e lo condanna alla pena di morte, convertita, in virtù della sua pazzia, nella reclusione a vita nel manicomio criminale di Southampton."

    I membri dell'equipaggio della Rosemary e il suo capitano non avrebbero avuto altro modo di spiegare perché abbandonarono una nave della Compagnia inglese delle Indie Orientali, tutti avrebbe creduto alla storia dell'Olandese Volante, persino i giudici del tribunale che li avrebbe giudicati, ma mai lo avrebbero ammesso, e alla fine li avrebbero condannati tutti. Così si misero d'accordo e diedero la colpa all'unico che quella sera non riuscì a fuggire all'Olandese. La pazzia di John Smoth fece il resto. Il povero marinaio fu rinchiuso nel manicomio di Southtampton, dove ricevette acqua e pane per altri 10 anni, allorquando, nel 1631, l'edificio venne chiuso. In quel luogo sarebbe sorto un museo, pertanto la maggior parte dei malati di mente vennero spostati in altre strutture. Per cinque di loro, compreso Smoth, non v'era posto. Si decise così, senza troppa premura per la vita di quegli uomini, ch'erano solo lo scarto della società, affetti da patologie tanto gravi e di fronte alle quali la medicina si rivelava profondamente ignorante e stupida, di murarli vivi.

    Quattro perirono pochi giorni dopo per carenza d'acqua. Il quinto, Smoth, sopravvisse. E rimase lì, in quella sua prigione fino al giorno in cui due operai non buttarono giù il muro che lo separava dal resto del mondo. Quasi 400 anni dopo.





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  5. #3

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    L'Olandese Volante - Parte III


    1621, in seguito all'incontro tra l'Olandese e Smoth, la nave fantasma entrò nella sua prigione di ghiaccio. Il capitano, stanco, ripensò in modo confuso alle parole della dea:

    "l'uomo del presente e l'uomo del futuro"
    "unione di corpo e spirito"
    "rappresentazione dei punti in cui l'anima è congiunta col corpo"

    Poi si abbandonò ai più dolci pensieri delle sue labbra e dei suoi seni, prima che la sua mente si spegnesse.

    In quel luogo, raggiunto solo da qualche temerario raggio di pallida luce, l'Olandese Volante rimase imprigionato in attesa del suo destino.


    Giugno 2010, The Maritime Museum, Southampton, Regno Unito.

    "Certo che aprire un museo solo sul Titanic e solo perché quella nave è salpata da qui mi sembra esagerato"
    "Il museo esiste da prima del Titanic, solo che era dedicato ad altro"
    "A cosa?"
    "E come faccio a saperlo? Iniziamo a lavorare piuttosto, questa parete va buttata giù entro le 12, o chi la sente la direttrice?"

    I due ignari operai distrussero il muro eretto 379 anni prima per rinchiudere il condannato John Smoth, il quale, tra la polvere, fuggì, non prima di aver mostrato loro il suo volto; essi scapparono con la stessa foga dei marinai della Rosemary al cospetto dell'Olandese Volante, ricordandosi della leggenda del prigioniero che ogni notte cantava al museo la sua spettrale canzone.

    Nessuno credette alla loro storia, razionalmente non si crede ai fantasmi, salvo poi fuggire, come fanno i bambini, quando ce li si trova davanti.

    Smoth, finalmente libero, ricordò le istruzioni del capitano dell'Olandese: raggiungere l'uomo del futuro. Così iniziò la sua marcia.

    Due anni prima, invece..


    2008, al trentesimo piano di un edificio, un giovane dirigente battè i pugni su un tavolo

    "Ma che senso ha? Questa mossa potrebbe far indispettire il nostro partner, non mi stupirei se decidesse in futuro di muoversi verso l'indipendenza! D'altronde è questa la direzione che volete intraprendere, questo il messaggio che comunicheremo!"

    "Ti ricordo che non sei tu a decidere. Fino a prova contraria sono io a capo di questa azienda, e ho già deciso, te ne sto solo dando comunicazione. Il nuovo progetto si chiamerà "Oceano" e avrà a capo Justin Hong. E' tutto."

    Senza nemmeno salutare, il giovane dirigente uscì spazientito dalla stanza, promettendo a se stesso che avrebbe usato la sua influenza all'interno di Samsung per ostacolare "Oceano". Nella stanza rimasero solo due persone.

    "Ora che siamo soli puoi spiegarmi da cosa è nata questa tua idea?"
    "Se te lo dicessi stai pur certo che non mi crederesti" disse l'anziano dirigente della Samsung, ripensando al drago celeste che si manifestò a lui.
    "E' stato un sogno" pensò. "Un sogno..".


    A migliaia di chilometri di distanza dalla Sud Corea, invece..


    Giugno 2010, Palermo, Italia.

    "Questa volta è diverso, sento che è importante". Il fratello lo guardò sorridendo. Nonostante fosse più grande di lui ne conosceva e ammirava la sagezza, sapeva che ogni decisione era ben ponderata, e se sentiva ch'era importante doveva esserlo davvero. Così Daniele rispose: "Va bene Mauro, io ci sono"

    Mauro sorrise e disse: "Lo chiameremo BruxBros!" e non appena i lavori furono terminati e il Forum vide la luce, mauro269 e okuto82 si iscrissero come amministratori.

    Quello stesso giorno Daniele al computer riscontrò qualcosa di strano e ne parlò col fratello: "Mauro - disse - siamo in tre sul forum!"
    "No, impossibile, nessuno si può iscrivere ancora"
    "Sì, ma qui oltre a noi c'è un certo..Smoth!"

    Nello stesso momento, a Gallarate, l'uomo del futuro sorrideva.
    "Me la cavo ancora come hacker!"

    12 Ottobre 2011, Gallarate

    Boot Binary Download Start Ch[0]
    BootLoader 1703.9KB OK[0.7s]
    Dbl 281.5KB OK[0.8s]
    Wait reset !!
    Download Start Ch[0]
    Serial port open error in downloadex!

    "Ho sbagliato qualcosa?"
    "No - rispose Dokugogagoji a John Smoth - non è colpa tua. Adesso risolviamo"



    Febbraio 2010, Barcellona, Mobile World Congress 2010

    "Questo è il primo smartphone bada, si chiama Samsung Wave S8500, dotato di un display touchscreen di tipo Super Amoled a tecnologia capacitiva, con una diagonale da 3,3 pollici a risoluzione WVGA (800 x 400 pixel). Non potete dire di aver visto il nero se non lo avete visto su questo schermo dai colori brillanti che non ha rivali nel mondo degli smartphone.."

    "Con un cuore da 1 GHz di frequenza, primo smartphone al mondo ad essere dotato di connettività Bluetooth 3.0, fotocamera integrata da 5 megapixel con flah e sistema di autofocus e la TouchWiz sviluppata da Samsung. Ma il vero punto di forza è il Social Hub, che rende il Samsung Wave lo smartphone più social del momento.."


    Quel che nemmeno i più alti dirigenti Samsung conoscevano, e di cui il mondo sarebbe rimasto all'oscuro, è che la struttura interna del Wave S8500 riproduce fedelmente i punti in cui, in un essere umano, lo spirito si intreccia al corpo a ricreare quell'unione cui diamo il nome di persona. Esso rappresentava lo strumento scelto 400 anni prima dalla dea dei ghiacci per ricongiugere l'anima dell'Olandese Volante al suo corpo immortale, liberandolo così dalla sua maledizione.

    I progetti del Wave vennero protetti dalla Samsung in modo ancor più attento e scrupoloso di ogni altro progetto, e nemmeno la Apple, per quanto abbia tenatato, riuscì ad averli in anticipo. Motivo di tanta segretezza è che essi non erano frutto di mente umana.

    Il 12 Ottobre del 2011 l'anima dell'Olandese venne strappata agli abissi dai draghi celesti, emissari della dea, e racchiusa all'interno del firmware chiamato S8500MBUKI1, che per uno strano caso, o forse per destino, fu disponibile per l'Olanda e per i terminali brandizzati Vodafone. Sul Forum, che adesso si chiamava badaitalia, nella discussione ufficiale, il giovane membro onorario Aurex, quasi profeticamente, ribattezzava questo firmware "L'Olandese Volante".


    12 Ottobre 2011, Gallarate

    Boot Binary Download Start Ch[0]
    BootLoader 1703.9KB OK[0.7s]
    Dbl 281.5KB OK[0.8s]
    Wait reset !!
    Download Start Ch[0]
    Amss 12736.2KB OK[5.0s]
    Apps 26476.5KB OK[12.4s]
    Rsrc1 41680.9KB OK[16.1s]
    Rsrc2 2980.3KB OK[1.4s]
    FFS 59342.8KB OK[111.7s]
    SHPAPP 153927.7KB OK[249.7s]
    CSC 45555.7KB OK[133.9s]
    All files complete[542.5s]

    Il firmware era stato inserito nell'S8500 da John Smoth, l'uomo del presente, aiutato in questo da Dokugogagoji, l'uomo del futuro: l'Olandese riottenne finalmente la sua anima.

    "Cosa intendi fare ora, Smoth?"
    "Voglio raggiungere l'Olandese, devo sapere se sono mortale anch'io adesso"
    "Io credo di si. Se lo fossi cosa faresti?"
    "Tornerei nella mia città credo, anche se sono cambiate molte, troppe cose. Ma sono pur sempre le mie radici"
    "Sai dove si trova adesso l'Olandese?"
    "Nel mar antartico. Lì avrebbe atteso il momento in cui io e te ci saremmo incontrati, così mi disse. Puoi aiutarmi a raggiungerlo?"
    "Vediamo se sono in grado di trovarti una nave"

    "Svegliati Frederick!"
    Mia madre era così dolce, quando ero un bambino mi svegliava con un sorriso; la mattina ascoltavo attorno a me la voce della gente, dopo mi alzavo dal letto e correvo lungo il viottolo che portava al porto e quindi al mare. Correndo speravo che ci fosse almeno una nave ormeggiata, ed ogni giorno il mio desiderio era esaudito. Mi piacevano le navi, mi sedevo sul molo e le guardavo. Sapevo che mio padre era su una di esse. Mi piacevano le navi, con le loro vele e i loro alberi.

    Con occhi mortali, Frederick Vanderdecken osservò il ghiaccio e il mare attorno a se, così profondamente cambiati dall'ultima volta che li aveva veduti. Quello che aveva davanti non era più una prigione, ma un luogo sereno, calmo. La calma e la pace che aveva dentro, però, le stesse di quando era solo un bambino e si sedeva a osservare le navi nel porto di Rotterdam, provenivano dal fatto che adesso aveva un'anima.

    Sorrise e guardò il sole. E gli parse di vedere il sorriso della madre.
    Ripensò poi alla sua dea. Il dolore nel cuore era sempre lì ed era destinato a rimanere.

    "Devo vederla, un'ultima volta". L'Olandese Volante, con le vele strappate e il legno logoro dal mare, salpò ancora. Nonostante su di essa la maledizione non ci fosse più, quella nave conservava ancora un residuo della sua straordinarietà grazie alla quale era diventata leggenda.

    Frederick Vanderdecken sorrideva, tutto si era concluso per il meglio, era riuscito a liberarsi dalla sua maledizione e sentiva che presto avrebbe incontrata la sua amata.

    Ma la serenità dell'Olandese era destinata a infrangersi presto, come la grande onda che scontrandosi contro la prua della nave, presagiva a un cambiamento repentino del tempo. Il mare s'increspò e il cielo divenne d'un tratto buio.

    Con enorme sorpresa l'Olandese Volante vide appoggiarsi, sul bompresso di prua, nel punto in cui da questa si dipartono gli stralli delle vele di trinchetto, maestoso e terribile, un albatro! Era lo stesso che 400 anni prima un uomo del suo equipaggio uccise, provocando la morte di tutti i suoi uomini e rendendo immortale lui e la sua nave.

    "Pensavi davvero di esserti liberato di me e della mia maledizione?"

    Disse l'albatro, quasi urlando, mentre lentamente si trasformava in una creatura mostruosa dalle fattezze umane.

    "Credevi davvero che avrei perdonato l'affronto della dea che ti ha liberato?Stolto mortale! Sono secoli che è mia prigioniera! E adesso darò a te la punizione che meriti! Ti condannerò all'oblio eterno, sparirai negli abissi con la tua nave!"

    Il dio si levò in cielo pronto a distruggere l'Olandese Volante con inaudita ferocia! Nonostante la colpa morale di Frederick Vanderdecken fosse stata cancellata, Maandag, il vendicativo, non aveva perdonato che una dea dei ghiacci si fosse mossa contro di lui. L'oblio negli abissi dell'oceano sarebbe stata punizione ben peggiore della sola morte in vita, ma in quel momento il capitano dell'Olandese non riusciva a pensare a nulla, fissò quell'essere mostruoso mentre si avvicinava la fine. Era solo un comune mortale adesso, non avrebbe potuto nulla contro quel dio, che avrebbe distrutto in un solo colpo lui e la sua nave.

    Un attimo prima della fine un gigantesco falco si manifestò dall'orizzonte e superando la velocità del suono colpì il dio scaraventandolo in mare distruggendo il bordo destro dell'Olandese. L'enorme onda d'urto colpì la nave, danneggiandola ulteriormente. Il suo capitano dovette aggrapparsi al timone. Maandag riemerse subito dopo.

    "Tu!"
    "Non te lo lascerò uccidere, Maandag!"

    La rabbia del dio fu incontenibile, persino un'altra divinità del mare contrastava il suo volere. Fu uno scontro fra titani, il dio albatro colpì ripetutamente il meraviglioso falco, che, sanguinante, raccolse tutte le energie per sferrare un potentissimo attacco, il quale colpì Maandag, che crollava una seconda volta nelle acque dell'oceano.

    Il falco volò sul ponte della nave, e qui si trasformò in uomo.

    "Perché mi stai aiutando?" gridò l'Olandese.
    L'uomo, ansimante per lo scontro, si voltò.
    "Frederick. Figlio mio!"





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  7. #4

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    L'Olandese Volante - Parte IV


    I ricordi del capitano si persero lontano, tornarono ai tempi felici in cui era solo un bambino:

    "Madre, mi parli ancora di mio padre?"
    "Tuo padre è un bellissimo marinaio, ha i tuoi stessi occhi!"
    "E dov'è ora?"
    "Si trova su una nave enorme che attraversa l'oceano!"

    Gli occhi del piccolo Frederick si illuminarono, anche quella volta
    "Una nave grande grande con tante vele?"

    La madre rise e guardò il mare dalla finestra;
    "Sì, è una nave grande grande e ha mille vele!"
    "Mille?"
    "Mille!"

    Gli stessi occhi stupiti li aveva adesso, mentre osservava il padre che non ebbe mai conosciuto e che pensava fosse morto da tempo. Adesso era lì, a lottare per lui.

    "Padre!"

    Gli occhi dell'Olandese ponevano mille domande al falco che lo aveva salvato. Questi capì:

    "Vorrei spiegarti tutto Frederick, ma non ho più tempo. Voglio solo che tu sappia che ti ho sempre avuto nei miei pensieri. Sono qui affinché il destino si compia, prendi questa - disse, porgendogli una pendrive Samsung - dalla all'uomo del futuro. E' la chiave!"

    "Padre, io.."

    "E' stato bello vederti! Fuggi Frederick, non c'è più tempo. Sopravvivi figlio mio!"

    In quel momento un fragore colpì la stiva della nave, ditruggendone la parte centrale; il dio Maandag riemerse trasformato in un terribile essere dalle sembianze d'albatro e si trovò faccia a faccia con l'Olandese e con suo padre.

    "Te lo ripeto, non te lo lascerò uccidere!"
    "Morirà per primo invece!"

    Attorno al dio si formò d'improvviso una sfera di luce bianca, mentre la nave fantasma, per l'enorme danno subito, iniziò ad affondare. Il terrore si manifestò negli occhi del falco.

    "Ricorda quel che ti ho detto Frederick!"

    Dalla sfera il dio albatro fece apparire una spada, prima di lanciarsi contro l'Olandese Volante; egli era rimasto immobile e con gli occhi chiusi; li riaprì solo quando il braccio del falco afferrò il suo con forza.

    "Vivi, figlio mio!"

    Disse urlando, prima di scaraventarlo in mare, nonostante la spada del dio Maandag ne trapassasse il torace da parte a parte.

    "Quale sorpresa! Quale fortuita concidenza! Non sapevo avessi un figlio, vecchio Vanderdecken. E' un peccato non averlo potuto uccidere di fronte ai tuoi occhi. Sarà una gioia per me destinarlo all'oblio!"

    "Non sarai tu a decidere del suo destino! Io ti porterò negli abissi con me!"

    Attorno al corpo ormai in fin di vita del falco si formò una sfera d'energia ben più grande di quella dell'albatro, che vibrò prima di esplodere. La spaventosa onda d'urto uccise il padre dell'Olandese Volante colpendo in pieno l'avversario, che ricadde in mare per la terza volta. Intanto una piccola imbarcazione a remi stava raggiungendo il capitano Vanderdecken.

    "Afferrate la mia mano!" disse John Smoth, traendolo in salvo a bordo di una nave antartica.
    "Devo tornare dall'uomo del futuro"
    "Possiamo comunicare con lui a distanza"

    A Milano Dokugogagoji accettò la chiamata internazionale, e riuscì a farsi trasferire i dati contenuti nella pendrive. Un singolo file con estensione .dll.

    "Questa sembra..una libreria di Kies!"

    In quel momento Maandag riemerse ancora, poggiandosi sulla poppa della Cool Jazz, sanguinante e allo stremo delle forze.

    "Non vai da nessuna parte..stolto mortale..!"

    Con maggiore foga il dio fece manifestare una seconda volta la sfera d'energia attorno a lui, traendo da questa la stessa spada con la quale aveva trafitto il padre del capitano dell'Olandese.

    "Muori, figlio di Vanderdecken, il falco!"

    Ma nel portatile dell'uomo del futuro..

    APERTURA PORTALE IN CORSO, ATTENDERE..
    PORTALE APERTO


    Il dio albatro lanciò un fendente contro l'Olandese. La forza di tale colpo avrebbe ucciso il capitano, John Smoth e distrutto la Cool Jazz, ma prima che questo potesse accadere, Maandag, il vendicativo, scomparve nel nulla, inghiottito dalla nebbia.

    Trasferimento in corso...Maandag, completed.

    I marinai della nave antartica videro sparire subito dopo anche Smoth e Frederick Vanderdecken.

    Trasferimento in corso...Smoth, completed.
    Trasferimento in corso...Vanderdecken figlio, completed.


    In un edificio di Milano un giovane programmatore scomparve dal suo ufficio.

    Trasferimento in corso...Dokugogagoji, completed

    Como, su un campo di calcetto:
    "Scusate ma..dov'è Davide?"
    "Era in porta!"
    "Era! E ora?"

    Trasferimento in corso...dado91, completed

    Roma
    "Vi giuro che era qui un attimo fa, è sparito!"
    "Le persone non scompaiono così!"

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    Trasferimento in corso...Alìn, completed
    Trasferimento in corso...KitarristaMarco, completed


    Molte ore e molti nomi dopo, lo strano Kies finì:

    Tutti i contatti trasferiti.
    CHIUSURA PORTALE COMPLETATA.

    Il risveglio, per tutti, fu in altro luogo e in altro tempo.

    FINE?








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  9. #5

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    Siii finalmente posso leggere la storia del olandese volante! Grazie Aurex! Aspetto la 2a parte!

    Ps: il "to be continued " di one piece ci stava! Hahahha





  10. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da legacy93 Visualizza Messaggio
    Siii finalmente posso leggere la storia del olandese volante! Grazie Aurex! Aspetto la 2a parte!

    Ps: il "to be continued " di one piece ci stava! Hahahha
    Vero? Ahahaha! Certo, fate attenzione a questa storia, perché giuro..sarà..sarà.......





  11. #7

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    siii arriva un nuovo firmware dall'olanda?





  12. #8

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    Vero? Ahahaha! Certo, fate attenzione a questa storia, perché giuro..sarà..sarà.......
    Siii ci stava hahaha che ridere , aspetto la 2a parte... Hahah





  13. #9

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    Seconda parte, da "Quella notte del 9 Aprile 1621 una luce si posò lenta sulle vele della nave."

    --- Aggiornamento ---

    Terza parte, da "Maggio, 1621
    dall'Inghilterra salpava.."





  14. #10

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    Citazione Originariamente Scritto da Aurex Visualizza Messaggio
    Seconda parte, da "Quella notte del 9 Aprile 1621 una luce si posò lenta sulle vele della nave."

    --- Aggiornamento ---

    Terza parte, da "Maggio, 1621
    dall'Inghilterra salpava.."
    Bellissima storia! , aspetto le altre parti





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